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circa 80 Km da Roma, al limite della provincia, abbarbicato sulle
rocciose e grigie falde del monte Pianezza, a 850 metri di altitudine,
sorge Arcinazzo, in posizione dominante e sicura come una roccaforte.
Data la sua ubicazione il panorama che si gode è meraviglioso.
La vetta e la catena dello Scalambra di fronte, con le sue scoscese
boscose pendici, i castagneti più in basso, e sotto, l’ubertosa
valle dei vigneti e uliveti con ad ovest l’ampia vallata popolata
da altri paesi chiusa lontano dai monti tiburtini e prenestini,
ne fanno un posto di osservazione riposante e piacevole per ammirare
stupendi spettacoli di luci e di forme che è dato spesso
godere qui al tramonto. Esposto a sud il suo clima risulta salubre
e mite, come scrissero un tempo i romani che scelsero questo posto
come luogo di villeggiatura e di pace.
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Da
poco più di un secolo il paese è denominato Arcinazzo
Romano. Prima del 1892 si chiamava Ponza e tutt’oggi gli stessi
abitanti e le popolazioni vicine continuano a chiamarlo Ponza.
Le prime notizie storiche che risalgono all’anno 720 d.C.
parlano della vendita della massa ponzana alla diaconia di S. Eustachio
in Roma per 50 soldi bizantini d’oro. L’origine del
nome si può far risalire ad una famiglia di età romana
“Ponzia”, proprietaria di vasti possedimenti; altri
parlano di esuli dall’isola di Ponza occupata dai Saraceni
nel IX secolo, che trovano scampo e rifugio su queste terre.
In un affresco del XIII secolo nel chiostro cosmatesco del monastero
di S. Scolastica in Subiaco, sono raffigurati i castelli soggetti
all’abbazia; sullo stemma di uno di essi è raffigurato
un ponte a tre arcate con sopra la relativa mitria abbaziale: è
lo stemma di Ponza che deriva il suo nome dai ponti che attraversano
i numerosi corsi d’acqua del suo territorio. |